25/09/2008

Viaggio in Inghilterra - seconda parte

Dopo anni riesco finalmente a scrivere la seconda parte del viaggio in Inghilterra, dedicato alla scuola e alle città che ho visto.

La scuola era parecchio divertente, soprattutto quando si finiva per parlare di tutt’altro, perché a me parlare in inglese piace un sacco. All’inizio mi avevano messo nel livello “intermediate”, poi mi sono fatta spostare all’ “upper-intermediate” che era più divertente. Solo che non ho molta fiducia nel professori XD Uno di loro, l’ultimo giorno, ci ha rivelato in realtà di vivere a Barcellona da 10 anni e di voler aprire una clinica per agopunturisti, un altro era uno ragazzo carino di 26 anni divoratore di hamburger che non sapeva mai niente XD Ma dato che in classe eravamo tutte ragazze, basta che si finiva a parlare di lui andava bene lo stesso! Infatti, ogni volta la lezione iniziava con lui che diceva “ma non stavamo parlando di me… iniziamo.” XD

 

Sono riuscita a visitare Oxford, la città che ogni universitario sogna. E ora posso capirne il perché! E’ un po’ come Pisa, solo che al posto delle facoltà fuorilegge e che cadono a pezzi, ci sono i college del 1600. E scusate se è poco. E, presumo, la gente non ruba le biciclette per venderle fuori da mensa. Anche perché la mensa non esiste, ma non credo sia quello il motivo XD (Detto tra noi, in realtà rubano le biciclette pure lì, ma se non ne parlo bene magari poi laggiù non mi prendono XD). Siamo pure andati a visitare il college dove hanno girato il film Harry Potter. Nella sala comune io stavo lì con gli occhi sbarluccinosi immaginando come sarebbe la mia vita universitaria lì quando passa una italiana che grida a gran voce: “oh, ma vi rendete conto che qui ci ha camminato Daniel Radcliffe (l’attore che interpreta Harry D.d.A.)?!” Come rovinare una poesia XD

 

Stonenghe (sempre che si scriva così… Non me lo ricordo mai!) è stata una delusione ç.ç Era piccolissimo e non si poteva andare sotto le pietre per fare delle foto divertenti! Però io e la mia amica Giuditta siamo riuscite ugualmente a renderci ridicole cercando di farci una foto da sola con l’autoscatto. Prima l’abbiamo poggiata a terra per vedere se si riusciva a prendere il monumento. Dopo ci siamo inginocchiate davanti, ma eravamo troppo alte e sono venute solo le gambe. Poi la terza volta io ero troppo al centro e coprivo il monumento. La quarta siamo riuscite a farla venire decentemente, ma purtroppo dopo vari tentativi i nostri capelli erano in condizioni pietose amche a causa del vento…u.u Però dopo quella volta ci siamo specializzate e in due soli scatti facevamo bellissime foto. Comunque, quando scattavo foto io a Giuditta, per qualche strano motivo lei guardava sempre da un’altra parte XD probabilmente non ho talento fotografico.

 

Ovviamente abbiamo visto Londra, l’ultimo giorno, e anche una piccola cittadina chiamata Salisbury, molto carina. Per altro a Londra, dove viaggiavamo con enormi valigie, gli unici che ci hanno dato una mano sono stati un cinese e due ragazzi italiani. E la famosa gentilezza inglese?! XD


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01/09/2008

Vacanza-studio - prima parte

Ciao a tutti ^^

Come va? Mi ero ripromessa di scrivere il resoconto della mia vacanza in Portogallo, ma sono partita subito per l'Inghilterra e non ho avuto tempo. Perciò, prima che mi passi totalmente la voglia, inizierò a parlare direttamente del tempo trascorso a Bornemouth nel mese di Agosto. La prima parte verterà sul generale e sulla famiglia che mi ha ospitato, la seconda (che spero di pubblicare a breve) sulla scuola ed i posti visitati.

Iniziamo col dire che il tempo ha fatto schifo. A parte qualche giornata in cui non era appena nuvoloso, le giornate migliori erano quanto fortunatamente non pioveva. E poi certi inglesi hanno il coraggio di dire che da loro piove esattamente come negli altri paesi -.- Ho preso più pioggia lì in un mese che in un anno a Spezia, il che è tutto dire... E le temperature erano autunnali. Il che è un peccato, perché a Bornemouth c'è una spiaggia ed un parco immensi, io già che mi immaginavo sdraiata sotto un bel sole caldo...

La casa dove siamo state ospitate è proprio tradizionale inglese, monofamiliare a due piani, con mattoncini e finestre sporgenti e tanto di giardino attorno. Il primo giorno in cui siamo arrivati in casa c'erano pure altri quattro ragazzi spagnoli, che però sono andati via il giorno dopo. Un peccato perché erano dei chiacchieroni assurdi; con l'unico maschio (che poi ho scoperto due settimane dopo essere gay) sono stata a parlare tre ore (in inglese!) come se lo conoscessi da una vita; una delle altre ragazze mi ha chiesto l'indirizzo e-mail nonostante l'avesis incontrata poche ore prima. Il bello di entrambi è stato che le loro valigie pesavano troppo per l'aereo! David è uscito con tre paia di pantaloni addosso, per non parlare del numero assurdo di maglie (nella valigia non ci stavano, troppi regali comprati!), l'altra, Helene, ha regalato cose tipo shampoo a destra e a manca pur di levarseli XD

Nelle due settimane centrali del mese abbiamo avuto due ragazzi svizzeri della parte tedesca, che però capivano l'Italiano, ed uno di loro, Dario, lo parlava pure; il che era piuttosto inquientante O.o E poi erano dei tipi che tornavano a casa alle 4 del mattino e si alzavano alle 8 per andare a scuola, pazzi. L'ultima sera, quando abbiamo fatto le foto ricordo, avevano le occhiaie fino alle ginocchia. La prima sera gli ho detto: "Mi piace un tennista svizzero" e loro: "Ah, Roger Federer" e poi: "ed un pattinatore..." e loro: "Stephane Lambiel?" O.o Sono stupita che conoscessero il secondo: evidentemente in svizzera hanno solo quei due atleti XD E poi mi sono divertita a bullarmi delle Olimpiadi, del tipo: "come sta andando la Svizzera?" e loro, orgoglisi: "un bronzo, dai, sì, un bronzo..." ed io finta di nulla... "E l'Italia..?" "Mah, tre ori, tre argenti, tre bronzi..." "Ah..." E sono tornati mogi mogi a mangiare XD

E poi infine abbiamo avuto un arabo trentaduenne, un po' pazzo, ricco sfondato, che alternava il suo tempo fra scuola, pub e casa (a dormire). A volte lo si beccava a casa alle sei e se gli si chiedeva se era appena tornato ribatteva "no, mi sono appena svegliato". Quando la mia compagna di stanza, Giuditta, ha scoperto che aveva comprato un giubbotto da Harrold's (confermando il fatto che in quel magazzino ci possano comprare solo gli arabi!) lo voleva uccidere. Comunque poi a metà mese si è trasferito in un appartamento di studenti e lo beccavamo solo a scuola (le volte che veniva).

Ma la cosa più "divertente" di tutte è stata la famiglia che ci ha ospitato. Sul foglio di presentazione c'era scritto che si trattavano di moglie e marito (Mark e Lorraine) con un figlio che però non viveva più con loro, e tre gatti. Quando siamo arrivate abbiamo trovato solo lei, che ogni tanto accennava ad un fantomatico "boyfriend". All'inizio io credevo che chiamasse amcora così Mark, ma poi è venuto fuori che questo boyfriend in realtà è il suo amante miliardario con tanto di casa alle bahamas e lei, una volta, ha finto di uscire a comprare le sigarette ed è stata via tre mesi im vacanza laggiù. Giuro, sembrava di vivere in una commedia.

Piano piano, è saltato fuori anche che Mark l'aveva picchiata ripetutamente da quando lei aveva chiesto il divorzio, ed era pure finito in prigione, tanto che non era gli più consentito di entrare in casa; ma lei lo faceva entrare comunque perché lavoravano insieme e se non lavoravano non potevano pagarsi la casa. Lei ci diceva di non preoccuparci, perché se avesse combinato qualcos'altro sarebbe finito in prigione di filato e non gli conveniva. Tenete presente per altro che questi tre tipi qui (Lorraine, Mark e John) sono dei centauri che guidano le Harley Davinson, quindi indossano giubbotti di pelle e roba simile, che se li incontri di notte ti spaventi. Soprattutto John, che è un omone gigantesco, anche se ha una voce da donna ^^''

Una sera io e Giuditta eravamo al primo piano in camera nostra, quando iniziamo a sentire un gran fracasso proveniente dal primo piano, e dato che Mark era in casa e visti i precedenti... Andiamo a chiedere aiuto all'arabo (ovviamente gli svizzeri erano usciti e non si sono accorti di niente), ma lui ci dice di non preoccuparci che è una situazione normale (?!) e di restare in camera nostra; poi, dopo un po', esce pure lui. Un bel po' dopo che il chiasso è cessato scendo giù per andare al pc e becco Lorraine con due poliziotti, che per altro mi chiedono pure se ho visto qualcosa...^^'' Così scopro che Mark ha rotto il vetro (doppio) di una finestra tirandogli una pietra addosso. Il bello è che il giorno dopo questo fatto l'arabo si trasferisce in un'altra casa, dicendo che lo fa "pèerché dopo 5 mesi ha voglia di cambiare". Peccato che quando gli chiediamo il vero motivo ci dica "perché Mark è pericoloso..." Ma come?! XD E meno male che a noi aveva detto di stare tranquille!

Il giorno dopo, visto lo stato di Lorraine (c'è da dire che nei medesimi giorni era morto il suo gatto preferito ed il figlio era stato licenziato), andiamo a comprarle un mazzzo di fiori, con scene assurde per metterglielo in cucina senza che se ne accorgesse, serie entrare in casa senza scarpre, far passare i fiori dalla porta della sala da pranzo... Ma l'idea funziona e lei si sente meglio. Intanto Mark, datosi latitante, fugge in Spagna per un paio di giorni (dopo aver fatto danni pure al negozio di John) finché Lorraine non lo convince a tornare per il suo bene. Lui torna (notare che la polizia lo ferma alla dogana credendolo uno spacciatore, ma poi lo rilascia perché non trova niente a suo carico... E poi ci lamentiamo di quella italiana!), va al lavoro col figlio (mentre è ancora ricercato!), poi torna a casa (per consegnare dei documenti a Lorraine che le serviranno mentre lui è in prigione) e va alla polizia. La sua storia smebra concludersi qui.

Intanto si viene a scoprire che Mark è coperto di debiti fino al collo, debiti che ora ricadranno tutti sulla moglie (che non ha un lavoro). Il giorno in cui ce l'ha detto l'abbiamo poi beccata chiusa in macchina e abbiamo perso dieci anni di vita credendo che stesse cercando di suicidarsi; invece, ha detta sua, "stavo solo messaggiando col mio boyfriend!" O.O Ma non poteva farlo in qualsiasi altro posto?! XD No, in macchina!

Qualche giorno più tardi io e Giuditta torniamo la sera tardi e vediamo la luce nel camper di Mark (parcheggiato momentaneamente davanti a casa) è accesa. Ma non può essere lui, no? Ed invece sì! Perché dopo essere stato tre giorni in prigione, il magistrato lo ha lasciato tranquillamente libero di tornare a farsi i fatti suoi, e vista la disastrosa situazione familiare, continua ad entrare in casa come nulla fosse successo. Inutile dire che da quel giorno ho iniziato a girare per casa con lo spray anti-aggressione... ma sono tornata sana e salva!

Per aggiungere altre cose a questa situazione assurda, c'è da dire che John colleziona pistole e fucili, la sorella di Lorraine è lesbica, il padre si è suicidato dandosi fuoco quando lei aveva 15 anni perché la madre aveva un altro, tale madre che ora è sposata con uno più giovane di lei e vive quais sempre in Francia...

Scommetto che vi state chiedendo perché sono rimasta davvero un mese inq eulla casa. Be', perché lei cucinava davvero bene! XD

Alla prossima con il resoconto di scuola e gite ^.-


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10/05/2008

Viaggio in Siria

Ehilà ^^ Quanto tempo! Visto il titolo, vi domanderete: ma com’è che questa ha sempre da studiare e poi a noi racconta solo di viaggi?! Eh, effettivamente…^^’’ Ma in realtà in Siria ci sono andata pure a lavorare, che credete! Era una missione archeologica, diciamo. Ma andiamo con ordine…

 

I giorno

Partenza dall’aeroporto di Pisa alle 19.30, il che significava che per arrivare in Siria dovevamo viaggiare tutta la notte, povere noi. Notare che poi abbiamo dovuto prendere tre aerei, RPisa-Roma, Roma-Damasco (tre ore di viaggio), Damasco-Aleppo (con un aereo minuscolo che smebrava di cartapesta e con la tappezzeria a fiorellini!). In partenza io, Stefania, Francesca, Federica, Teresa ed uno degli accompagnatori, Gianluca il restauratore (che per altro è arrivato in ritardo e non ci stava nemmeno riconoscendo…). Arriviamo all’aero porto di Roma con Gianluca che ci consiglia di comprare degli alcolici lì perché a Damasco non si trovano (ha beccato la persona giusta, io che sono astemia…); io, Stefania e Francesca decidiamo di andare a mangiare al McDonald’s: giriamo tutto l’aeroporto senza trovarlo, finché non ribecchiamo Gianluca e scopriamo che in realtà era all’inizio dei gates, l’unico posto dove NON avevamo guardato -.- Per altro al nostro tavolo era seduta una con la stessa sputata pettinatura della professoressa Betrò, cioè una massa di capelli ricci rossi: noi a guardarla così O.O. Poi ci siamo avviate verso il gate e, mentre andavamo, vediamo un ragazzo che viene nella direzione opposta. Lo fisso pensato che non era male e che mi sembrava di averlo già visto. Mi giro verso Stefania e lei (che lo aveva guardato distrattamente) mi fa: “Toh, quello sembrava Riccardo Scamarcio…” Ecco chi era! “Ma guarda che era veramente lui!” E poi: “Accidenti, potevo vendere l’autografo su e-bay, sai quanto ci guadagnavo?” E l’abbiamo menata tutta la sera su quello che avremmo potuto fare (compreso sfotterlo per i pessimi film da lui recitati) se l’avessimo riconosciuto prima. Devo dire per altro che dal vivo è più bello che in tv (lo dico io che non mi piace, quindi fidatevi).

Prima di salire sull’aereo incontriamo gli altri accompagnatori, la professoressa Mazzoni, Tatiana, Sergio il disegnatore (di cui tutti tendono a dimenticare) e Marco. Stefania mi fa: “quello è gay” e io “ma da cosa l’hai capito?” e lei “ma ti pare che uno con la maglietta rosa possa essere etero?!” Dopo abbiamo saputo che pure Federica e Teresa hanno pensato la stessa cosa. In realtà alla fine della vacanza non ne eravamo più tanto sicure, perché continuava a parlarci delle sue ex ragazze… E per altro fissava le tette di tutte, ne sono sicura. Una volta ha detto a Stefania di non mettersi la scollatura perché se no avrebbe passato il giorno a fissargli le tette; un’altra volta gli ho mostrato una foto e la prima cosa che ha notato erano le tette di Francesca più in evidenza del solito; un’altra ha scoperto che io indossavo un reggiseno imbottito e mi dico: come? Vuol dire che hai passato la settimana a fissarmi per notare quando grosse (o piccole, nel mio caso) fossero in maniera da notare il cambiamento (fidatevi, non è eccessivo con le maglie coprenti). Boh, forse è bisex. Non lo sapremo mai, a meno che non legga questo blog. Comunque era molto simpatico, a Damasco siamo state con lui e mi sono divertita un sacco, e poi è una persona molto colta. Nota: di cognome fa “Rossi”, impossibile da dimenticare XD

 

II giorno

Arriviamo ad Aleppo distrutti, poi ci vengono a prendere col pulmino ed andiamo nella casa della missione a Seraqeb, dove abbiamo la “bella sorpresa” del doverci pulire le nostre stanze se non vogliamo soffocare dalla polvere che c’era. Comunque la casa era molto carina, con il cortiletto interno e tutto. Solo che dopo una notte insonne e la pulizia della stanza, quando ci hanno detto che le fognature non ci sono e dobbiamo fare i nostri bisogni in un buco e buttare la carta igienica in un cestino a fianco del buco e dopo aver scoperto che la doccia era praticamente all’aperto e piena di mosche noi ragazze ci siamo domandate: “ma che ci siamo venute a fare?” Poi ci siamo abituate e alla fine non era per niente male, ma dopo una notte insonne tutto sembra peggio. Poi ci hanno portato al museo di Idleb e la profe si è messa a parlare in un misto di arabo e francese: noi non ci capivamo niente e cascavamo dal sonno, tanto che per restare sveglie dovevamo tenerci le palpebre con la mano. Persino i siriani ci stavano prendendo in giro per quello! Allora in tarda mattinata siamo andate a riposarci ma io non sono riuscita a dormire per colpa di quella cavolo di preghiera che fanno! In pratica cinque volte al giorno (una anche alle tre di notte) dal Minareto della moschea viene sparata in città con gli altoparlanti la preghiera, che è di un cacofonico unico! Una roba inascoltabile di cui per altro i siriani se ne fregano (altro che inchinarsi verso La Mecca): Le prime tre notti mi sono sempre svegliata e mi sono dovuta sparare l’i-pod nelle orecchie perché non si poteva sentire. Poi, la notte, finita la preghiera iniziava a cantare il gallo e non la finiva più fino all’alba. Per altro non era un gallo normale, ma faceva un verso tipo “iiihhh” tanto che una volta Francesca si è svegliata tutta preoccupata gridando “ma chi è che sta urlando?!” e io, mezza caduta dal sonno “guarda che è il gallo…” Ancora un po’ ed il collo glielo tiravamo, parola mia!

 

III giorno

Lavaggio ceramica e visita a Tell Afis, dove la professoressa ha iniziato ad interrogarci di storia e praticamente nessuna di noi 5 sapeva qualcosa (o, più probabile, era troppo imbarazzata per dirlo). Dopo questo siamo giunti alla conclusione che non ci porterà mai più via, perché ognuna di noi ha qualche problema. Francesca è una gattara folle (si è occupata lei della mamma gatta e dei gattini che c’erano nella casa di Seraqeb, tanto che il loro peso è triplicato nel periodo in cui eravamo lì), Federica va in giro troppo nuda per la Siria, Stefania è troppo veemente, io sono stata l’unica ad ammalarmi quindi sono troppo fragile e Teresa è quella che ci prova troppo con i siriani (poretta, il suo unico sbaglio è stato cercare di comunicare con due ragazzi siriani che lavoravano con Sergio per non farli sentire in imbarazzo). Non ci porterà mai più in Siria T.T

 

IV giorno

Profe assente, avremo potuto cazzeggiare invece ci siamo messe a schedare basalti tutto il giorno, tanto che praticamente abbiamo esaurito la  maggior parte del lavoro quel giorno. Si noti che i basalti sono giganteschi pezzo di pietra da trasportare… Noi in versione camionista.

 

V giorno

Visita ad Ebla, l’altro scavo italiano (dove tutti si sono prese dei frammenti di ceramica a sbafo) e poi ad Aleppo. Non mi piace molto come città, troppo grigia, però il quartiere armeno era carinissimo. Per la maggior parte del tempo siamo stati al Suqs, che è praticamente il loro quartiere commerciale, dove abbiamo comprato una delle cose tipiche di Aleppo, le saponette all’olio di oliva ed alloro. Lì Francesca ha anche comprato un sacco di orecchini d’argento ed abbiamo capito che avevamo a che fare con una maniaca dello shopping. L’unico problema è che i siriani ti guardano (specie se sei in compagnia di due bionde!) come se fossi un alieno solo perché hai i capelli liberi e spesso ti chiedono se vuoi sposarli! Ma oh! A Stefania per un anello d’argento le hanno chiesto due baci per un prezzo minore XD Un’altra volta è stata perseguitata da due ragazzini che alla fine volevano solo toccarle i capelli! Come Claudia ha imparato a sue spese, mai accettare qualcosa dai siriani. Difatti quando due hanno chiesto a Francesca se voleva un gelato, lei ha rifiutato, onde evitare di ritrovarsi sposata a sua insaputa…

La sera siamo andate a mangiare in un ristorante molto carino, in cui per tutto quello che abbiamo mangiato abbiamo speso solo 6.50 a testa! Il cibo in effetti non è per niente male, anche se dopo che lo mangi per tre giorni di fila comincia a stufarti. Per la maggior parte è roba fritta, oppure insalate con verdura o formaggio. Poi la carne è di montone o di pollo, cotta con tutte le spezie strane che hanno loro, molto saporita. Dopo gli antipasti io non ho preso il secondo perché mi sentivo piena, ma alla fine le altre mi hanno offerto di assaggiare tanta di quella roba che ho mangiato più io che gli altri XD Sempre a ufo, ovviamente, io XD

 

VI giorno

Dato che era venerdì, cioè il giorno di vacanza per gli arabi, noi 5 ragazze siamo andate a visitare la Siria invece che lavorare. Per prima Apamea, un’antica città romana meravigliosa, con un’enorme strada affiancata da colonne altissime, però tenuta malissimo e quindi un po’ deludente alla fine (abbiamo avuto una discussione colta con la profe al ritorno sull’argomento musealizzazione). Inoltre ogni 5 secondi dietro una colonna spuntava un venditore ambulante che ti si appiccicava, ti indicava i monumenti (sbagliando) e cercava di appiopparti orribili statuette simil-antico facendotele pagare a prezzi esorbitanti fingendo di averle rubate sullo scavo. Sento Stefania che fa a Federica.”Ma chi vuoi che le compri quelle?” giusto un attimo prima che Francesca arrivi sventolando felice la sua statuetta pagata “solo” 10 euro (ma dai 100 che voleva!) e gridando “guardate cos’ho preso!” XD Poi Krak, un antico castello del tempo delle crociate perfettamente conservato (comprese le latrine che assomigliavano un po’ al nostro bagno di casa). Camminare sulle mura con tutto il panorama attorno è stato bellissimo.

La parte più divertente tuttavia sono state le scene con l’autista, Kaled. Ad un certo punto ci  portan giù per una strada in discesa che costeggiava un burrone (per altro standoci a due millimetri, tanto che Stefania accanto a me continuava a gridargli di spostarsi, ma inutilmente perché questo non capiva una cippa), ma arrivato in fondo ha fatto la retro (a filo del burrone) ed è risalito (sempre a filo del burrone) perché aveva sbagliato strada XD Il motivo “facciamo la retro” è diventato topico perché ha sbagliato la strada altre volte nel tragitto da Apamea al Krak, una volta seguendo un pulman di turisti credendo che andassero dove noi mentre invece erano diretti da tutt’altra parte. C’era la povera Teresa, seduta davanti con lui che ogni tanto gli indicava la cartina nella speranza che capisse la strada… Poi una volta Teresa gli abbiamo chiesto indicandogli la macchina fotografica se ci faceva una foto tutti assieme (noi altre quattro eravamo già in posa) e trotterellando è venuto a sedersi accanto a noi: aveva capito che volevamo fotografare lui! XD

 

VII giorno

L’ambasciatore italiano in Siria è venuto a pranzo da noi, così la profe ci ha chiesto di essere più educate del solito. Ma visto che noi pranziamo servendoci direttamente da soli dalle pentole su tavoli che non hanno tovaglia né tovagliolini dove appoggiare le posate, l’ambasciatore non si è formalizzato troppo, per fortuna. Poi siamo tornate ad Aleppo a visitare la cittadella e lo scavo dei tedeschi. Ora dico, accidenti a loro! Non solo scavano in un posto meraviglioso dove hanno trovato di tutto, ma ci vivono pure lì sulla cittadella, godendo della vista di tutta la città quando pranzano (noi lo facciamo nel seminterrato -.-), ma poi aprono la porta di casa e si ritrovano su quella meraviglia di scavo è.é Si vede proprio che i tedeschi sono avanti. Infine altra gita al Suqs con altre spese folli di Francesca. Poi la sera mi è venuto mal di stomaco e la professoressa ha detto che poteva essere un principio di dissenteria ed ho preso subito l’antibiotico per prevenirla.

 

VIII giorno

L’antibiotico mi ha fatto salire la febbre quindi sono stata a riposo tutto il giorno

 

IX giorno

Con la profe e Tatiana che sono tornate a casa, in pratica non avevamo più nulla da fare (i basalti erano terminati) e abbiamo aiutato un po’ Gianluca e Marco con le cose che avevano loro da fare e poi abbiamo studiato. Io mi ero già del tutto ripresa e quindi, appena terminato l’antibiotico mi sono messa a mangiare i dolci siriani che aveva portato la moglie di Hassan; Marco mi ha beccato ma invece di sgridarmi mi ha detto che avevo fatto bene, che tanto se mi sentivo di nuovo male mi curavo ancora ed era tutto a posto XD Per altor troppo buoni quei dolcetti, col pistacchio e le noccioline ma dolci e fatti in maniera che non ho ancora capito: quello con le noccioline era troppo carino, sembrava un nido d’uccello *.* Ah, naturalmente non avevo detto a mia madre che ero ammalata, ma lei non si è insospettita quando mi sentiva dire che tutti i giorni mangiavo riso in bianco e patate bollite per risistemare il mio povero stomaco XD

 

X giorno

Mentre il pomeriggio abbiamo lavorato (e chiacchierato, soprattutto, con Marco), la mattina ci siamo recate noi 5 a Saint Simeon (un0antica abbazia medioevale quasi intatta) ed Indara (un tempio di Ishtar neoittita costruito sull’alto di una collina). Per altro avevamo dimenticato a casa la guida archeologica (quindi non capivamo una cippa dei monumenti), e ci hanno sgamato subito perché era stata lasciata proprio sul tavolo della cucina, dove tutti potevano vederla XD La guida in italiano di Teresa era inutile perché di Indara diceva solo che la “difficoltà per raggiungerla non vale quello che c’è da vedere”, cosa per altro non vera. Sarà solo un piccolo tempio, ma le sculture sono bellissime ed il panorama che si gode da lì è fenomenale. In effetti l’unico motivo per cui non siamo tornate a casa troppo presto è che quel posto ci piaceva troppo e ci eravamo sistemate a prendere il sole sul pavimento del tempio. Sperando che la profe non avesse mandato suoi emissari a controllarci perché da archeologi non sarebbe stata una bella cosa…^^’’

Purtroppo non avevamo l’autista dell’ultima volta, ma uno nuovo, tale Bilal, un tipo tamarro vestito da figo (senza esserlo) con roba attillata ed occhiali neri, che ogni tanto si metteva in pose plastiche per farsi vedere: un po’ il Tony Manero siriano, anche perché pare che piaccia molto alle donne, soprattutto (a detta di lui stesso) a causa del suo odore intenso… Insomma, puzza come una capra. Contente le siriane…

 

XI giorno

Partenza per Damasco con Gianluca e Sergio con il pulmino di Bilal. Albergo molto carino: quando abbiamo visto che le stanze avevano ciascuna il bagno privato con water e bidé abbiamo pianto per la gioia, ma tanto abituate a Seraqeb che ci siamo domandate dove fosse il cestino per buttare la carta igenica ^^’’ Cena in un ristorante nel Suqs di Damasco, con la solita roba di cui non ne potevamo ormai più. In effetti, era dal terzo giorno che noi immaginavamo cosa avremmo mangiato per prima cosa tornate a casa (perché non c’è niente come il cibo italiano); figuratevi che Stefania è riuscita a procurarsi la Nutella! L’abbiamo presa nell’alimentari di Seraqeb (che aveva anche tre tipi di taroccatura, tra cui il Nutello e la Rutella), fornitissimo che tutte le volte gli chiedevi qualcosa lui rispondeva “arriva domani” e domani c’era davvero! Il proprietario era un contrabbandiere, ne sono sicura.

 

XII giorno

Visita prima al museo di Damasco, dove avremo dovuto stare tre ore, in realtà un’ora e mezza lì e l’altra ora al mercatino degli artigiani(e le ragazze si sono fatte subito sgamare dagli accompagnatori che lo avevamo visitato). Stefania vede lì un negozio di orribili incisioni su argilla simil-antico ed esclama “chi può comprare questi orrori” ed io “Francesca mentre eri distratta” e lei “ancora!” XD E Francesca girava felice con il suo pacchettino di incisioni. Mangiati a pranzo felafel (pasta di cechi fritta) dentro pane arabo con pomodori ed insalate (“ma perché cavolo ci mettono l’aglio in quei panini!” Stefania ha dovuto mangiare tre cingomme e bere una pepsi intera per mandarlo via totalmente, dato che continuava a digerirlo). Nel pomeriggio io, Stefania e Francesca un po’ di shopping, visita al palazzo Azem e poi alla moschea (mentre gli altri erano alla fabbrica di vetro e ci sono restati talmente tanto che credevamo gli avessero insegnato a produrre il vetro autonomamente). Per entrare ci hanno fatto mettere un’orribile palandrana grigia con tanto di cappuccio e naturalmente siamo state senza scarpe. Io con i calzini azzurri (fortuna che non erano bucati) e Francesca con i calzini spaiati (erano di due rosa differenti) XD Poi Federica e Teresa ci hanno raccontato che ci sono andate dopo e per sbaglio sono finite nella zona degli uomini mentre questi stavano pregando (e le stavano guardando ovviamente malissimo); dopo un po’ arriva Gianluca, che loro avevano seguito: “Guardate che qui non ci potete stare” “Dirlo prima!” Fanno per uscire dalla porta quando vengono investite da una folata di vento che gli fa cadere il cappuccio ed andare i capelli al vento (cosa proibitissima per i Siriani). “Avevamo paura di essere fulminate sul posto…” Poi il trio delle grazie (io, Fra e Ste) siamo andate con Marco di nuovo al mercatino degli artigiani, dove tempo un secondo che ci siamo girate e Francesca aveva comprato un anello gigantesco con gli spunzoni serie panettone (che si metterà all’esame della profe Felli dato che cercava di imitarla) con Marco che l’aveva incoraggiata a comprarlo e Stefania “no! Ancora! E tu non incoraggiarla!” Poi abbiamo mangiato in una specie di fastfood siriano (ancora pollo!) e poi siamo andati in giro per Damasco con Marco che ci ha fatto un po’ da guida, lui che la conosce bene, mentre aspettavamo di andare all’aeroporto.

 

XIII giorno

In aeroporto a mezzanotte perché avevamo l’aereo alle 4 del mattino! Siamo lì quando apre il check in ed ad un certo punto qualcuno fa il nome di Sergio: improvvisamente Gianluca si ricorda che lui era rimasto a Seraqeb, ma che lo dovevamo aspettare perché avrebbe preso l’aereo con noi! Se l’erano scordati tutti, io compresa! XD Per altro una cosa simile è successa pure all’aeroporto di Roma, quando siamo arrivati alle 7, perché lui e Marco si fermavano lì: con Marco baci, abbracci e “fatti sentire”, poi quando abbiamo fatto per andarcene lui ci fa “ciao” e noi “oh, ciao Sergio!” come se ci fossimo appena accorte che era lì XD Poretto. E alla fine, alle 10.30 arrivo a Pisa, con la faccia serie Homer Simpson mentre pensa alle ciambelle pensando a quello che avremo finalmente mangiato a casa nostra!

 

E questo più o meno è tutto… Non male alla fine, no? ^.- Ho cambiato anche il template per festeggiare l’One Piece Mode, anche se devo dire mi sono disintossicata in queste due settimane. Alla prossima!


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24/03/2008

Europei di Nuoto

Sì, sì, lo so. Ora direte che sono ripetitiva, che parlo sempre di sport e cose varie. Ma questa scena era così bella che non potevo non raccontarla.

Ieri, la stafferra 4x200 stile libero ha vinto l'oro agli Europei. Vedi Magnini, Rosolino, Cassio e Brambilla che salgono sul podio, ovviamente sorridenti, felicissimi; si fanno premiare, poi si mettono a fare gli stupidi (vedi Rosolino che faceva muovere il pupazzo che gli hanno dato con la medaglia, tipo facendolo nuotare in aria). Poi si voltano di lato mentre iniziando a far suonare l'inno nazionale.

Il caso ha voluto che quel giorno fossero presenti un gruppo di tifosi di Caterina Giacchetti, sfegatati (non solo bandiere e trombette, ma maglia azzurra e parrucche tricolori), che si sono messi a cantare l'inno a squarciagola, tanto che non si sentivano più nemmeno i commenti dei due in regia. Peccato che fossero stonati, stonatissimi, che anche i 4 nuotatori non sapevano se ridere o piangere. Cantavano anche loro, naturalmente, sbagliando le parole (c'era Rosolino che non azzeccava un attacco XD). E intanto i russi (secondi) che non ce la facevano più dal ridere! E secondo me per far ridere un russo ce ne vuole XD

Alla seconda strofa il resto del pubblico (sportivissimo) si è lasciato trascinare e ha iniziato a battere le mani a tempo (non potendo cantare l'inno), accompagnando i cantanti ed andando sicuramente più a tempo di loro! XD Poi alla fine è scoppiato un applauso che stava facendo crollare la palestra. E alla fine si è sentita la voce dle commentaroire: "abbiamo sentito l'inno italiano cantato da questo gruppo di tifosi, con grande intenzione, grande voce... Poca intonazione..." XD

Ma secondo me è stata una scena bellissima, non sono di grande sportività da parte del pubblico, ma anche una dimostrazione che ha volte, pur da casinisti, siamo apprezzati nel mondo *.*

 


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29/01/2008

Viaggio a Londra

Ciao a tutti!

Sono appena tornata da un viaggio di tre giorni "organizzato" dall'università a Londra e devo dire che ne sono successe delle belle... ma andiamo con ordine onde evitare di saltare qualche passaggio fondamentale!

Giorno uno (sabato):

Ore 7.15: chiamo un taxi per andare all'aeroporto e contemporaneamente guardo le scansioni del nuovo capitolo di One Piece su internet. "Attenzione, il suo taxi arriverà fra tre minuti" Oh, cavolo! Tipo corsa superveloce per arrivare giù entro tre minuti... Arrivo all'aeroporto alle 7.30 e... Avevo l'aereo alle 10.10 -.- Va bene la puntualità, ma come al solito sono esagerata.

Ore 8.15: andiamo a fare il check-in (nel frattempo sono arrivati anche gli altri) e il povero Stefano viene scambiato per un terrorista perché la sua carta d'identità era stata lavata in lavatrice ù.ù Per altro questa storia è continuata a lungo, perché (oltre ad essere dovuto andare alla Dogana Italiana per un visto) all'aeroporto di Londra la tizia del controllo non lo voleva far passare. E non vi dico la faccia schifata che ha fatto XD Stefano per non fare come nel film "The Terminal" ha dovuto promettere solennemente che avrebbe rifatto la carta d'identità una volta tornato in Italia.

Ore 9.00: dato che l'Assistente (di cui non farò il nome per rispetto della Privacy, ma sappiate che inizia con M e finisce con "iniaci") che ci doveva accompagnare (e che ha "organizzato" il viaggio) non era nei paraggi, dico "secondo voi si è imboscato con la donna?" ...peccato che la sua donna era dietro di me... Stefano, Maria e Tracey mi hanno preso in giro a vita per 'sta storia, ma dato che l'argomento di conversazione di sempre era proprio l'assistente era facile fare di queste figure! Che poi, io non lo capisco! E nemmeno il resto delle persone normali! Dato che anche la sua ragazza studia Egittologia, è ovvio che se la sia portata dietro, ma per tutto il tempo della vacanza ha finto di non conoscerla! Ha voluto a tutit i costi (incasinando la situazione, per altro) stare in una stanza diversa dlala sua, non la cagava di striscio e poi s'incontrava con lei di nascosto in bagno, o la baciava quando era sicuro che dormissimo tutti. Posto che probabilmente si sono messi d'accordo prima, ma fossi in lei io mi sarei un tantino... diciamo alterata, va', per 'sta storia. Specie contando che lui ci ha provato tutto il tempo con un'altra... Manco fosse figo!

Ore 10.30/12.30: partiamo finalmente con l'aereo, io e Tracey dietro a Stefano, Francesca e Maria. Io terrorizzata (anche perché prima avevamo parlato di 1.Lost, 2.Final Destination, 3.Attentati, 4.Dirottamenti), ma alla fine mi sono un po' calmata guardando il panorama. Ad un certo punti il pilota ha annunciato che ci trovavamo sopra Bruxell e Stefano ha provato a fotografarlo... Peccato che sia venuta solo una massa bianca dai contorni indecifrabili. Poi Stefano ha comprato un caffé e... Ma comprare  caffé con la Rayaner: sono acqua sporca, se ci mettete lo zucchero sono anche peggio. Poi frugo nello zaino e spunta fuori una limetta per unghie piuttosto appuntita che mi ero tenuta per sicurezza. E Stefano: "ma se non mi volevano far salire per una spilla!" X°°D

Ore 13: siamo sul pullman che ci dovrebbe portare a Londra: complimenti all'autista per la sua capacità di passare sempre e costantemente con il semaforo rosso!

Ore 14.45: scendiamo dal pullman e corriamo a mangiare prima che qualcuno muoia. Noi (gruppo ormai consolidato) andiamo a mangiare in un panificio in cui potevi scegliere cosa mettere nel panino. Io per tenermi leggera scelgo pomodori e formaggio ed il commesso: "niente altro?" stupitissimo, quindi mi infila un intero campo di pomodori dentro XD Però il pane era buono.

Ore 16: arriviamo all'ostello, dove ci lasciano bellamente ad aspettare fuori dalla porta, i gentili...ù.ù- Arriva l'assistente "ci sono una camera da 2, una da 5 e una da 8". Scegliamo i posti, quindi l'assistente torna "no, ho sbagliato, ci sono solo 2 camere, una da dieci e una da 5" Scegliamo di nuovo i posti e poi "no, ho sbagliato, in realtà..." E basta! Comunque l'ostello faceva schifo: i bagni erano ridottissimi per il numero di persone, le lenzuola avevano lo stesso colore della mochette (e non era pulita!), di colazione abbiamo esultato quando c'erano delle banane... Però, i gentili, ti davano la posisbilità di accedere a internet per 45 minuti... Peccato che il pc fosse lentissimo e mentre navigavi avevi dietro degli inglesi in canottiera che ridevano... Inquetanti! O.o Per la cronaca: io ho rischiato la morte dormendo nel letto a castello che aveva sì da una parte una sbarra, ma dall'altra invece di essere attaccato al muro aveva un buco in cui si cadeva benissimo...

Ore 17/19.30: giro da Harold's, dove Stefano riesce a spendere una buona metà delle sue sterline comprando borse a sfare. Però bel posto, io ci sarei andata ad abitare: ad un certo punto siamo entrati nel reparto almentari... Cibo... Cioccolata *alla Homer Simpson mentre mangia ciambelle*

Ore 20.00: insieme anche a Monica, Simona e due ragazze di cui non ricordo il nome, decidiamo di recarci a Westmister, anche perché Maria non l'aveva mai vista. Devo dire che di notte fa tutto un altro effetto, è stato un bene esserci andati. Peccato solo che ad un certo punto è comparso un tizio strano e siamo dovuti fuggire (insomma, tra me e Tracey eravamo un po' preoccupate delle notizie sentite in tv)... Poi Stefano ha fatto un video sulla fotocamera per sua madre e si sente me che dico, dopo le sirene della polizia "scappiamo finché siamo in tempo!" Della serie: continuiamo le belle figure...-.-

Ore 21.00: usciamo dalla metropolitana e ci infiliamo al McDonald's

Ore 22.00: siamo in ostello. E lì inizia il dramma del cappuccio. In pratica Manuela dorme con un pigiama con il cappuccio perché il parrucchiere le ha detto che i ricci restano più composti. L'assistente ha iniziato a rompere... Anzi, a facene di "siffatte ciuffole" con 'sta storia, proprio come quei bambini immaturi che per provarci con una ragazza la prendono in giro finché lei non gli sputa in  faccia. Noi stavamo giocando ad uno e cercavamo di ignorarlo. Per altro la mattina dopo Manuela ci ha raccontato che svegliandosi se l'è trovata di fronte che cercava di vedere se indossava il cappuccio... (e al museo, il giorno dopo, le ha fatto piedino!) Poi ho provato a convertire la gente a "nomi, cose, città" ma con scarsi risultati... Decido di mettere la sveglia per il giorno successivo, ma scordo che nel cellulare ho ancora l'orario italiano. Non l'avessi mai fatto! "Scusa, ma hai messo la sveglia alle 8 di che ora?" <-- Simona. E comunque avevo ragione io: alle otto in Inghilterra, alle nove in Italia.

Giorno due:

Ore 8.00: nonostante mi sia svegliata prima della sveglia e l'abbia staccata, suona misteriosamente un'altra sveglia; si scoprirà solo la sera che era quella dell'assistente, nonostante lui avesse negato tutto il giorno che fosse la sua. Vabbè. Faccio colazione ben sapendo che pranzerò tardi anche quel giorno, sperando di non prendere qualche malattia rara.

Ore 9.45: come l'assistente ci aveva raccontato fino alla morte, ci ritroviamo tutti davanti all'ostello perché secondo lui non eravamo in grado di ritrovarci puntuali al British Museum, nonostante fosse dall'altra parte della strada rispetto all'ostello... Poi arriva Ivan e ci fa "guardate che l'assistente ha detto di andare direttamente al museo, non di aspettarlo sui!" Un tipo deciso, se non altro... La visita al museo è stata così e così perché la professoressa alla fine non ha spiegato molto, ma se casualmente ti torvavi a fianco a lei visino ad una vetrina ti diceva qualcosa. E comunque la parte egiziana era messa trpppo alla rinfusa cronologicamente per capirci qualcosa. Per altro... ma quanta roba si sono fregati gli inglesi?! Praticamente avevano tutti i vasi che ci sono sul mio libro di Archeologia Greca! E vederli dal vivo fa un altro effetto *.*

Ore 15.00/16.00: usciamo dal British affamati e ci rechiamo a Coven Garden, un posto bellissimo dove ci rifocilliamo e facciamo un altro po' di shopping. E' un posto spettacolare, pieno di saltinbanchi e gente che fa spettacoli, proprio tipicome pieno di mercatini. Però non ho trovato il mercato delle case di banbola T.T

Ore 17.00: andiamo in cerca di una precisa libreria per Stefano che stava cercando un libro particolare (per altro che bello, loro i manga li vendono in libreria e sono molto più curati!), quindi ci riuniamo con Francesca ed Ivan che erano andati ad una galleria d'arte. Ivan vede il libro e ci fa: "guarda che c'era anche da Harrold's!" X°°D

Ore 18.30: facciamo un giro fino a Tower Bridge, anche quello bellissimo tutto illuminato la sera. Seguiamo Tracey, il nostro "navigatore satellitare umano" (mentre Stefano era il "navigatore satelittare inutile", io per stavolta ho fatto a scrocco), che ci fa "okay, ho capito dove dobbiamo andare. Torniamo indietro" e Ivan "be', utile..." Poi cerchiamo inutilmente di fare una foto di gruppo decente, ma quello che siamo siamo riusciti a fare è stato noi illuminati da un faro dietro tipo esseri spiritati e una massa rossa dietro che dovrebbe essere la torre! XD

Ore 20.00: esausti, andiamo a Piccadilly Circus per mangiare in una pizzeria, ma finiamo per trovarci al Burger King. E dire che eravamo partiti per questa vacanza sostenendo che non avremo passato il tempo in ristoranti come questi... E con quale sicurezza! XD Comunque poi siamo andati in giro per il quartiere e abbiamo trovato una sala giochi e ci siamo messi un po' a girare lì, finché non hanno chiamato i genitori di Francesca. "Sì, io sono in ostello..." ^^'' Be', tanto non avremo fatto nessun gioco, e poi anche io avevo detto a mia madre che ero a casa XD

Ore 22.00: dopo aver fatto una doccia e non essermi potuta asciugare i capelli, ci mettiamo ad organizzare la sveglia per domani, visto che i tempi sono un po' ristretti. Dobbiamo essere pronti per le nove e mezza. Chiediamo all'assistente a che ora mette la sveglia, e lui "ci dobbiamo trovare alle nove e mezza..." "sì, ma a che ora metti la sveglia..." "vi ripeto che ci dobbiamo trovare alle nove e mezza..." "LA SVEGLIA!" "ah... io la metto alle otto e mezza" "allora ci svegliamo con la tua" "no, io la metto per me; però semi svegliate con la vostra vi uccido" E all'improvviso Iva: "sì, ma a a che ora dobbiamo torbvarci domani?" Saremo andati avanti così per un'ora, alla fine ho messo io la sveglia alle otto, ma nessuno ha capito seguendo quale fusorario. E comunque non ha svegliato nessuno.

Giorno tre:

Ore 8.30: scrocco la colazione a Stefano. Ivan mi racconta che stanotte si è svegliato e ha visto Francesca che cerecava di imitare Spiderman. In realtà voleva solo recuperare il copriletto che le era caduto dal letto a castello senza scendere, ma con scarsi risultati. Anche perché il copriletto si confondeva con la mochette e non si poteva vedere.

Ore 9.00/12.00: visitiamo il Petrie Museum (o meglio le sedie che troviamo accanto ad uno degli scaffali). Neanche stavolta riesco ad impossessarmi di un ushabti od un vasetto da portare a casa, accidenti!

Ore 13: in pullman, dormiamo tutti. L'assistente supera se stesso costringendoci a pagare per un suo errore.

Ore 15: siamo in aeroporto. Se volete un consiglio, ma prendere un aereo in Inghilterra. Mancava solo che ci controllassero le mutande e poi avevamo toccato il fondo. A parte solita procedura normale di controllo zaini e giacche e perquisizione stile telefilm americano, c'era pure il controllo scarpe; poi hanno fermato degli zaini per cose assurde! Tipo Ivan per il dentifricio e Stefano per la palla di vestro, perché, si sa, potevano infilarci dentro dei liquidi esplosivi (che poi Tracey ci ha informato che basta una coca-cola con dentro una mentos per scatenare uan potente reazione chimica!)...-.- Voi direte "meglio che fanno i controlli!" Sì, ma vi ricordate la mia famosa limetta appuntita? Ce l'avevo ancora nello zaino e non mi hanno fermata!

Ore 16.30: ci rechiamo al gate perché sul cartello c'è scritto che si impiegano 12 minuti a raggiungerlo. Ce ne abbiamo messi 4 -.- E poi  ci tocca aspettare una vita prima di salire sull'aereo, ma nessuno ferma Stefano! Meno male...

Ore 17.00/20.00 (furo orario Inglese): siamo in aereo, ma non riusciamo a vedere Bruxell. In compenso giochiamo prima a "nomi, cose, città" (con vittoria di Francesca e Ivan che doveva per forza trovare dei nomi ricercati serie "Sistro"), a quello di completare la frase (indovinate su cosa verteva l'argomento... o meglio su chi!), all'associazione di idee... Poi per nebbia abbiamo un momento di panico serie "non è che finisce come alla gita precedente che ci fanno atterrare a Torino e invece di arrivare alle nove arriviamo a Pisa il mattino dopo?!", ma oer fortuna dopo una serie di giri in tondo da mal di testa il pilota atterra di culo facendo rimbalzare l'aeroplano... ma per il resto tutto bene!

Ed ecco così com'è andata la mia gita a Londra. So solo che c'è molto di più da scrivere, e che è durata troppo poco... Ma è stata fantastica! Bellissima città, più di quanto ricordassi, giornate calde e solari, ottima compagnia e... Organizzazione pessima. -.- Ma non si può avere tutto dalla vita, e va già bene così ^.-

A presto le foto!!


22:31 - commenti (5)



18/12/2007

Avventure a mensa

Finalmente ho finito le lezioni e dato l'esame! Sì, ma sono libera solo per oggi, che credete? Domani mi devo rimettere a studiare ù.ù Ma come regalo di natale vi racconterò alcune delle avventure che mi sono capitate a mensa, un lungo dove teoricamente si va solo per mangiare. Ma siamo a Pisa, non dimentichiamolo.

Vicenda numero uno: Siamo sedute al tavolo io, Claudia, Romina, Alessio e tale persona che chiamerevo Voi-non-sapete-chi. Arriva intanto il gruppo di un ragazzo soprannominato "Dolce Metà", che piace a Claudia, ma con cui lei non riesce a comunicare dall'imbarazzo. Dato che questi tipi stanno girando per la mensa alla ricerca di un posto e noi avevamo finito, Voi-non-sapete-chi (abbreviato da ora in poi in Vnsc) decide di chiamarli per farli sedere al posto nostro. E Claudia "no, non farlo! mi imbarazzo!" Ma Vnsc se ne frega altamente, alza una mano e li fa venire. Noi praticamente fuggiamo (in realtà no, perché io ci metto sempre un'ora ad alzarmi da mensa, fra il giubbotto e le due borse da prendere) e ce ne andiamo; quando siamo in fondo alle scale ci accorgiamo che Vnsc non c'è. Arriva 5 minuti dopo, commentando soddisfatta che ha chiesto a Dolce Metà cosa pensasse di Claudia che, al solo sentirlo, voleva sprofondare. La risposta: "è una ragazza educata, rispettosa (sarà perché le unice cose che riesce a dirgli sono ciao e buon appetito?)... ma comunque sono fidanzato!" Cioè, Vnsc ha chiesto davanti a tutti gli amici di Dolce Metà (alcuni die quali ridono ogni volta che ci vedono) cosa pensasse di un'altra ragazza, per altro senza il permesso della diretta interessata! No, mi spiace, Claudia non è saltata alla giugulare di Vnsc; ma solo perché era troppo sconvolta. Inutile dire che da quel momento Vnsc non ha fatto più parte del nostro gruppo, ma... Se sentite di una ragazza assassinata a Pisa, fate che io non vi abbia detto niente!

Vicenda numero 2: eravamo al tavolo io, Claudia, Alberto, Alessio e una mia collega di nome Giulia, che era la prima volta che mangiava con noi. Ad un certo punto arriva Dolce Metà, ed Alberto, che non se lo ricordava, si alza in piedi per guardarlo meglio. Poi, non riuscendo nemmeno a capire così chi fosse, va nel corridoio dei tavoli dov'era Dolce Metà e si mette a fissarlo, tipo scrutandolo con attenzione, poi se ne va e ritorna al tavolo come se niente fosse. Noi lo guarduamo con due occhi così O.O "Potevi almeno fare finta di andare a prendere qualcosa, che so, da bere! Così è troppo palese" "Ma se non sa manco chi sono!" "Sì, ma se poi casualmente ti vede al tavolo di una che gli muore dietro, non credi che gli venga il sospetto?" "Mah, effettivamente... Potevo fare finta... vabbé!" "Brutto imbecille!" Alessio si è limitato a ridere di nascosto. Morale: Giulia le altre volte ha preferito mangiare da sola piuttosto che con noi!

Vicenda numero 3: Eravamo al tavolo io, Romina, Claudia e Ana, una loro ex-compagna di stanza peruviana. Ad un certo punto arriva "Paradiso", un ragazzo che sta nella stessa casa dello studente di Romina e che gli muore dietro. Perciò, quando lo vediamo arrivare verso di noi, pensiamo che voglia salutare Romina, invece passa dritto e fa per avviarsi al tavolo dopo. Ana non resiste e scoppia a ridere, e di riflesso anche io e Claudia non resistamo. Paradiso fa due passi, torna indietro, si ferma al nostro tavolo e ci fa "avete finito?" Ed io (che stavo ancora ridendo) e Romina, che credevamo che intendesse "di mangiare" gli abbiamo pure risposto sì! XD Invece lui fa "uhm!" e se ne va al tavolo dietro con tutti i suoi amici. Ma comunque non sembra essersela presa molto pe ril fatto che gli abbiamo anche se involontariamente riso in faccia, visto che per raggiungere il tavolo dei suoi amici ha fatto tutto il giro della mensa per poter ripassare davanti a noi e salutare Romina per bene!

Vicenda numero 4: eravamo al tavolo io, Claudia, Romina, Fabrizio e Stefano (due coinquilini, il primo è un mio collega di cui vi narrerò più diffusamente le vicende, prima o poi). Ad un certo punto la situazione degenera ed iniziamo a lanciarci i pezzi di carta delle tovagliette e le bucce di arancia. Una di queste bucce di arancia finisce involontariamente nel tavolo dietro (una lanciata da Stefano contro Fabrizio). Noi facciamo finta di niente, ma scoppiamo a ridere nascondendoci con la faccia sul vassoio. Quando quelli dietro finiscono di mangiare e si alzano, uno di loro viene da noi e ci fa, con tono seccato, "è vostro questo?" mostrando la buccia di arancia. E Claudia gli risponde pure "sì". Così quello ci rilancia la buccia e se ne va tutto arrabbiato. Io scoppio a ridere, dicendomi se è possibile dare uan risposta così al lancio della buccia, mentre Stefano commenta che hanno dato la colpa a noi invece che a lui. Certo che quello là doveva averci un po' i cosidetti girati, per prendersela se per sbaglio lo abbiamo colpito con una buccia d'arancia, che deve fare molto male, eh! Era sicuramente un pisano -.-

E questo per ora è tutto. ma se si aggiungeranno nuovi aneddoti vi informerò. Buon natale a tutti!

ccgf


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24/11/2007

Lucca Comics

Ore 07.50 Io, Alberto, Alessio e Claudia: appuntamento sul treno per Lucca. Io salgo alla stazione dopo e trovo i primi due seduti (per altro mi avevano tenuto il posto, carini!)

"E Claudia?"

"Credevamo fosse con te."

"E io credevo prendesse in treno da Centrale!" La chiamo, ma non risponde. Per altro, è per lei che siamo venuti così presto, dato che voleva farsi dare l'autografo dall'autrice di Mars e quindi dovevamo arrivare prima di tutti gli altri per prendere il cartellino (e certo prima delle 11!)

Ore 8.20 Arriviamo a Lucca, Claudia non risponde al telefono. Compriamo i biglietti a tempo di record e quando entriamo non avevano ancora aperto i banchetti! Al bar, Alberto e Alessio ne approfittano per fare colazione: quest'ultimo mangia una pasta alla cioccolata ben sapedo che gli avrebbe fatto male!

Ore 8.40 Claudia non risponde al telefono; facciamo scommesse su quando lo farà.

Ore 9: vedo un calendario di Miguel e uno di Nana, iniziamo a segnare la lista delle cose che Claudia si sta perdendo.

Ore 10: Claudia non risponde al telefono; in compenso io vedo un bellissimo bachetto coi tarocchi (io amo i tarocchi *.*) e sono indecisa fra due; Alberto naturalmente mi consiglia quelli contrari a quelli su cui sono orientata io! XD Alla fine faccio di testa mia e Alberto si stupisce che io abbia speso ben 18 Euro! Non è da me!

Ore 10.30 Ci troviamo nel banco degli editori, Alberto si fa una foto seduto alla scrivania di Paperone, Alessio gioca alla Playstation, io chiamo Claudia che però non risponde; compro un manga su Cleopatra dove naturalmente lei non è quel cesso che storicamente è. Quest'ultima cosa ha stupito particolarmente Alberto: "ma se era un cesso tutte quelle storie su Cesare e Marco Antonio..?" Be', tieni conto che aveva comunque vent'anni e loro erano due vecchi, si vede che...

Ore 11, perdiamo Alberto che era andato in bagno un attimo. Claudia non risponde a telefono. Chiamo Romina per sapere se sa qualcosa, ma lei mi risponde che dovrebbe essere a Spezia! Ma se avevamo appuntamento a Pisa!

Ore 11.30 Ci perdiamo per Lucca dopo che sono entrata da Motivi per vedere un giubotto, ma non sappiamo bene come, prendendo strade a caso, ritroviamo la strada e pure l'unico stand che non avevamo ancora visto. Claudia non risponde al telefono e io perdo la scommessa.

Ore 12.00 Abbiamo finito di girare il Lucca Comics, andiamo a cercare un posto dove mangiare; intanto Claudia non risponde al telefono (avendo ormai perso l'autografo) e Alessio perde la scommessa. Ci fermiamo a mangiare sul muretto, tutti tranne Alberto che si era scordato il pranzo al sacco.

Ore 13 Aberto vince la scommessa perché Claudia mi manda un messaggio dicendo che si era appena svegliata e naturalmente non sarebbe più venuta -.- "Uffa, però" commenta Alberto. "Oggi c'erano due divertimenti, e per colpa di Claudia ne è sfumato uno."

"Uno sono i coslpay, l'altor qual è, scusa?"

"Be', uno il Lucca Comics in generale, l'altro la tua litigata con la Potti! Sai che ridere?"

Ah, mi ero già altamente dimenticata che Claudia si era messa d'accordo con la Potti per venire a Lucca, ma dato che io con lei non parlo non sapevo se e quando avessero appuntamento. Be', ora che ci penso dovrei ringraziare Claudia per non essersi svegliata!

Ore 13.30 Iniziano i cosplay, per altro la maggior parte bellissimi! A parte una che va applaudita per il coraggio perché pesava 80 chili e si è messa un costume da coniglietta! O.o Un'altra di dimensioni simili si è vestita da Lady Nera e uno del pubblico ha urlato: "quella è Lady Nera che si è mangiata Sailor Moon!" Poretta...

Ore 16.00 Alessio chiama Alberto. "Avete finito?"

"Noi no"

"Neanch'io, ciao" XD Ma che serviva chiamare?!

Ore 17.00 Torna Alessio e decidiamo di andare a finire di comprare le ultime cose. Io ho preso anche tre manga, un poster di Kingdom Hearts II e Hello Kitty del sagittario da attaccare al cellulare.

Ore 18.15 Arriviamo in stazione, dopo aver rischiato di sbagliare strada, ma il treno è talmente strapieno che non riusciamo ad entrare (c'era la gente appiccicata ai vetri tipo "treni della morte" nazisti...^^'') In compenso conosciuamo un ragazzo di Pontedera di nome Marco che aveva già perso due treni e iniziamo a parlare con lui.

Ore 20.00 Arriviamo finalmente a Pisa e ci fermiamo a mangiare al McDonald's; Marco prende il treno per Pontedera dicendo che ci avrebbe fatto uno squillo in modo che registrassimo il suo numero di cellulare... Non l'abbiamo mai più sentito! O.o

Ore 22.00 sono finalmente a letto a riposarmi per le lezioni di domani...

E questo è tutto ^^'' E scusate per il ritardo...



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21/10/2007

Golden Skate Award

Prima di iniziare, una comunicazione interna... Nemmeno questa volta sono riuscita a prendere gli autografi! E che cavolo!

Okay, sfogo finito. Direi che ora posso cominciare a parlare in modo più o meno serio di questo spettacolo di pattinaggio svoltosi ieri sera. Il mio posto era piuttosto buono, praticamente a due metri dalla pista, però dalla parte opposta rispetto all'uscita degli atleti e non molto centrale. Pazienza.

In compenso, davanti a me c'era un gruppo che ha fatto sfondare dal ridere me e mia madre tutta la sera. Diciamo che erano un gruppo di non esperti (non che io sia esperta, ma almeno i nomi degli atleti ed il loro curriculum lo conosco!), a parte uno che ne sapeva leggermente di più e per questo si bullava con gli amici presentando gli atleti e dando pareri a caso. Poi ad un certo punto ha cominciato a tessere le lodi di Stephane: "lui è il migliore di tutti... Plushenko è tutta potenza nei salti, ma a livello interpretativo, coreografico non ce n'è per nessuno..." E poi durante l'esibizione era tutto un "vai! Sei grande!" manco fosse una ragazzina... XD Era ridotto peggio di me l'ultima volta, questo.

C'è da dire però che noi italiani siamo un po' di parte rispetto a Stephane. Difatti, l'accoglienza più calorosa l'hanno avuta lui, Carolina, Fusar Poli&Margaglio e Plushenko, tanto per far capire. Inoltre, quando De Leonardis l'ha presentato ha detto "l'abbiamo invitato per la sua completezza sia tecnica (azzecasse un triplo Axel ogni tanto), sia coregrafica, sia interpretativa); gli hanno dato addirittura due premi, uno perché indossava vestiti italiani! XD

Avevamo portato anche dei mie vecchi pupazzi da lanciare, e mia madre ne ha lanciato uno a Stephane. Devo dire che questa volta non avevo preparato niente perché ero un po' arrabbiata con lui da un'intervista, però lui ha fatto tutto il giro della pista per raccogliere tutti i pupazzi che gli erano stati lanciati. E' stata una cosa veramente carina da parte sua (prontamente imitato da Carolina subito dopo), perciò l'ho perdonato. La cosa divertente è che il pupazzo che gli abbiamo lanciato era un coniglio, e quando l'hanno premiato le orecchie del pupazzo spuntavano dal mucchio enorme che aveva in mano. Io e mia madre a vederlo camminare con 'ste orecchie che spuntavano non ce la facevamo più dal ridere.

Poi, Carolina alla prima esibizione è caduta due volte. Visto invece come sono andate bene sia Valentina che Sarah Meyer, farà bene a far attenzione ai suoi allori europei, quest'anno. Sempre quelli del gruppo lì davanti ne hanno combinata un'altra alla sua seconda uscita, iniziando a prenderla in giro con frasi come "potrebbe fare la pubblicità di una ditta di cuscini" oppure "eh, non si sa mai che cadesse!" quando si era fermata a togliere dal ghiaccio un pupazzo che ci era rimasto; poi, quando ha iniziato ad esibirsi (benissimo!) i loro commenti sono stati "certo che ha una grazia...", "meravigliosa", "bravissima!" ecc Un po' di coerenza, che cavolo! XD

I nostri italiani sono stati tutti premiati, per un motivo o per l'altro. Perché penso che la giuria fosse un po' di parte? XD Scherzi a parte, gli italiani sono stati bravissimi; credo che Laura e Ondreji siano migliorati, a parte una mossa che ha la grazia di quelli di Notti sul Ghiaccio, non so perchè ^^'' E Anna e Luca devono migliorare un sollevamento, perché si vede proprio che lui fa una fatica boia a prenderla, al contrario delle altre coppie che sembrano sollevare una piuma.

Claudia mi aveva dato l'ordine di insultare Joubert mentre pattinava, o almeno cantargli la canzone dei mondiali di calcio, però mi è dispiaciuto e non sono riuscita a farlo. In compenso ho impedito a mia madre di lanciargli i pupazzo dicendo che "non si parteggiava per il nemico" XD Scherzi a parte, è migloiorato un casino sia su trottole che sui passi, anche se quando ha provato a fare la trottola finale veloce non è stato applaudito come Stephane.

Per quanto riguarda gli altri, mi è piaciuto molto soprattutto Thomas Verrner, molto scenografico... Ad un certo punto è caduto ed ha preso una panciata che ho sentito male io al posto suo, ma si è rialzato come se niente fosse O.o Quella gente è di gomma. Gli altri belli tutti ma me li ricordo di meno. Carine anche le Hot Shivers, era la prima volta che vedevo il sincronizzato e mi è piaciuto.

Ho provato a fare delle foto, ma la macchina fotograficadi mia madre fa schifo! Tu schiacci il pulsante e quella scatta un minuto dopo; i pattinatori si muovono, non stanno ad aspettare i suoi comodi! Il bello è che mia madre dava la colpa a me, ma poi quando ha provato a farle si è accorta che avevo ragione; così ha sviluppato la tattica di premere il pulsante prima che il pattinatore arrivasse nell'orbita. Ha funzionato, ma la maggior parte delle volte restava al limite dello schermo.

Che volete che vi dica... Appuntamento al prossimo anno, con la speranza di riuscire finalmente a prendere gli autografi!!


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28/09/2007

Recensioniamo una fyccina

Dato che ormai lo fanno tutti, mi sono detta: ma sì, perché non ci provo anche io? Tanto, sembra divertente! Nota: alcune frasi ironiche potrebbero essere prese dal sito di fastidiuos, quindi sono loro copyright.

La fycci in questione di intitola: "Il triumvirato". Sento che gli appassioniati di storia come me stanno già avendo i brividi...

Intanto conosciamo la nostra eroina, che ci viene descritta come "colei che sola poteva cambiare il mondo". Io direi *.* (grazie, fastiodious) E dato che, da che mondo è mondo, le eroine non sono mai dei cessi, anche la nostra non fa eccezione. Certo, nonostante combattano come uomini, anzi meglio, non hanno quei muscoli delle palestrate. E nemmeno una cicatrice!

La nostra eroina si trova in Siria, dove salva un uomo che stava per essere giustiziato. Tale uomo scopriamo essere nientemeno che Marco Licinio Crasso (che Xena chiama poco educatamente per il cognomen). Naturalmente la nostra eroina non l'ha fatto per beneficenza, bensì per usarlo come scambio per Vergincetorige, catturato da Caio Giulio (anzi, come dice un mio amico classicista, "dal signor Caio Giulio Cesare" XD).

Un attimino solo. Si presume che Crasso sia andato in Siria e vi sia morto nel 53. Caio Giulio cattura Vergingetorige nel 52. Sbaglio o c'è qualcosa che non mi torna? Be', ma se contiamo che Xena vive al tempo di Hercules, che vive prima della guerra di Troia, cioè all'incirca nel 1250... O Xena è in possesso di un'efficacissima macchina del tempo (specie se si considera che qualche episodio dopo sconfiggera i persiani a Maratona!) oppure è immortale (e coll'eterna giovinezza e bellezza delle Mary Sue).

Molto interessante poi la scena della cattura di Vergingetorige: una rete addosso ed è bello preso! Vi prego, posso ridere? E l'assedio di Alesia, con la doppia fortificazione, che fine ha fatto? E poi, perché Caio Giulio arriva sempre dopo che è finito tutto, con l'armatura d'oro? Una delle sue caratteristiche è sempre stata quella di combattere al fianco dei soldati. Mi sa che l'hanno scambiato per Marco Antonio.

Comunque, Xena, da brava Mary Sue, illustra ad Olimpia e a tutti noi cosa un triumvirato sia: un modo per spartirsi il potere, soprattutto sulle province romane. Potremmo soprassedere sul fatto che "primo triumvirato" è un nome moderno, mentre nel passato era un accordo privato che non conosceva quasi nessuno (a parte Xena, ma lei può perché è una Mary Sue), ma c'è una cosa che non mi torna. Caio Giulio finisce di conquistare la Gallia nel 50. L'accordo l'hanno fatto nel 60, più o meno. Caio Giulio, ti sei fatto fregare! Ti hanno assegnato come potere una provincia che dovevi ancora conquistare! Oppure da voi funziona così? Allora domani anch'io faccio un triumvirato con proprietà sugli Stati Uniti D'America!

Comunque, vista la scientifica spiegazione del Triumvirato, mi sa davvero che Xena l'ha scambiato per il secondo. L'avevo detto che Caio Giulio era Marco Antonio, ma Pompeo come Ottaviano non ce lo vedo. Ma intanto andiamo a conoscerli, questi due eroi, che sono belli e felici a discutere assieme a casa di Caio Giulio (che, teoricamente, dovrebbe essere la casa del Pontefice Massimo).

Ora, vi ricordate tutti che dovremo essere nel 53, vero? Bene, allora che diamine ci fa Caio Giulio a Roma bello tranquillo? Posto anche che l'autore abbia deciso di anticipare il suo ritorno, perché Pompeo non è fuggito con il suo esercito a Brindisi, mentre Caio Giulio invadeva Roma? Catone, chi era costui?

A quel punto Xena entra in casa spalancando la porta e sostenendo di aver ammaccato tutto l'esercito fuori casa. Noi non dubitiamo della capacità della nostra Mary Sue di fare quello, dubitiamo che la casa di Caio Giulio, o la stessa Roma, fosse difesa da un esercito. Ma questa è una fyccina, chi se ne frega se esiste un pomerium che nessun esercito poteva varcare, a meno di non far scoppiare una rivoluzione? Rivoluzione che non può essere scoppiata dato che la testa di Pompeo è ancora attaccata al corpo. Ma senza esercito la povera Xena-Mary Sue non poteva mostrarci quanto è brava!

Successivamente veniamo a scoprire che nei sotterranei della Domus Publica, la cosa del Pontefice Massimo, ci sono delle prigioni. Be', certo, anche il papa sotto il Vaticano nasconde ancora gli ultimi eretici calvinisti. Però la prigione di Caio Giulio (personale perché lui stesso tiene le chiavi appese alla cintura: che furbizia!) èancora meglio, perché assieme ad un nemico-eroe di guerra fa imprigionare anche due poveracci ubriachi. Non è un classista, lui.

Dopo alterne vicende, Caio Giulio riesce a catturare Xena (indovinate un po' in che prigione la rinchiude?) e decide di farla combattere al colosseo il giorno successivo. Al colosseo, che ricordiamo verrà costruito solo sotto Vespasiano/Tito, quindi Dopo Cristo... Il fatto che i gladiatori fossero al tempo di Caio Giulio tutti professionisti non interessa a nessuno, tantomeno alla nostra Mary Sue che ha quindi occasione di mostrarci ancora la sua abilità.

Catone, intervieni! C'è una donna con le gambe e le spalle scoperte che combatte nell'arena! Contro tutti gli imperativi del Mos Maiorum!

Notiamo anche come Caio Giulio sia stato nominato princeps con Pompeo ancora vivo! Questo perché se ne sta nella tribuna riservata (in un prossimo futuro, perché, ricordo, essendo nel 53, c'è ancora la repubblica) all'imperatore... Che dite, gli faranno fare anche il giocolo del pollice? Carino che con lui ci sia anche Bruto che, essendo solo il figlio della sua amante, non è mai stato un suo legato né un suo amico. Ma tant'è, basta prendere due nomi a caso, che siano più o meno conosciuti, ed il gioco è fatto. La Coerenza può andare in vacanza alle Hawaii.

Alla fine Crasso viene sostituito a Vergingetorige e giustiziato al suo posto nell'arena. Il trionfo di Caio Giulio è andato in vacanza con la Coerenza, insieme a tutte le guerre civili. Bello il commento di Vergingetorige, che da bravo Gary Stu ci mostra la sua conoscenza storica sostenendo che Crasso abbia dato l'ordine di sterminare tutti gli abitanti di Alesia. Potremo sorvolare sul fatto che 1.Vergingetorige è stato catturati ad Alesia, 2.Crasso era già morto, 3.Anche se non fosse morto non ha mai messo piedi in Gallia. Potremo, ma non lo faremo.

E questo è tutto, signori e signori.

Per dimostrare che, spesso, ciò che si contesta nelle fyccine viene fatto anche alla televisione. Il che non implica che il tutto non possa risultare divertente, alla fine. Ma voi, da bravi scrittori di fyccine, non imparate dalla televisione ma studiate!


11:02 - commenti (6)



05/09/2007

Vacanze!!

Quanti secoli sono che non scrivo più in questo blog? XD Accidenti! Be', leggete qua sotto e capirete che sono stata moooolto occupata... 
Partenza lunedì mattina, ore 6.00, a bordo di una vecchia Golf grigia che non ci ha ancora abbandonato per strada, nonostante i numerosi chilometri fatti. Colazione in autogrill, in maniera da superare la Svizzera prima di effettuare la prima sosta a Colmar, piccolo paesino dell’Alsazia che ricorda più la Germania che la Francia: è una piccola perla, con le casette a graticcio piene di fiori, ma va bene solo per una visita veloce.
La prima sosta avviene a Strasburgo, già più grande ma visitabile benissimo a piedi: mi è piaciuta, ma non eccessivamente. Da vedersi soprattutto il quartiere dei vecchi artigiani e l’antica diga che è ancora un capolavoro d’architettura. Il secondo giorno tentiamo una crociera sul Reno, ma mancando navi che possano trasportare anche l’auto dobbiamo desistere (è un peccato perché guardando dall’autostrada il paesaggio con le casette antiche che si vede sulla riva è stupendo). Arriviamo così a Colonia, dove sostiamo per la notte. Visto il cattivo tempo, però, non riusciamo a fare una navigata sul Reno nemmeno lì e possiamo visitare solo la cattedrale, comunque bellissima. Per chi ha voglia di fare shopping la via centrale di colonia è perfetta, perché ha di tutto: dal mediaworld, Zara e Benetton all’immancabile catena tedesca Kaufhof.
Il giorno successivo ci fermiamo a visitare Brema: assolutamente stupenda! E’ più grande di Colmar, ma lo stile è lo stesso e le viuzze sono davvero particolari: cercate di arrivare ad un’ora precisa nella Bottcherstrass per sentire suonare il carion e ruotare la torre girevole. Avviso importante: mai cercare di entrare ad Amburgo senza mappa e all’ora di punta (le cinque): resterete solamente imbrigliati nel traffico per ore e ore. Provare per credere. Così la visita alla città fallisce, anche se da quello che abbiamo visto in auto i monumenti sembrano belli, ma è una città più commerciale.
Finalmente giungiamo in Danimarca, e ci accorgiamo subito che qualcosa è cambiato… Strade che scorrono in aperta campagna, terreno piatto e senza che si riesca a scorgere una casa all’orizzonte, a parte qualche sparuta fattoria, nessuno. Entrando a Ribe, la più antica città della Danimarca, pensiamo di essere entrati nel mondo delle favole: le case, le strade… E’ tutto talmente perfetto da sembrare finto! Una sensazione che non ci abbandonerà più per tutta la nostra visita in Danimarca. Il fatto che siano le 10 di mattina e che non ci sia nessuno in giro non ci aiuta a sentirci a nostro agio. In compenso, non si paga il parcheggio. Da visitare a Ribe, oltre alla bellissima strada principale, c’è il caratteristico museo vichingo: i ritrovamenti dello scavo sono davvero interessanti anche per chi non si intende di loro. La sera giungiamo a Billund, paese in cui non c’è assolutamente nulla da vedere se si esclude Legoland: un piccolo parco di divertimenti per bambini costruito interamente con i pezzi di Lego. Se non avete bambini, andateci lo stesso: ne vale la pena solo per le riproduzioni (tutte rigorosamente in lego) delle città della Danimarca o di altri paesi importanti, con tanto di oggetti in movimento (si veda la riproduzione dell’aeroporto di Billund con aerei che si muovono e scalette che si avvicinano per far salire i passeggeri).
Nota importante: non fatevi fregare dai percorsi “margherita”, che dovrebbero essere strade immerse nella natura, dove si può ammirare un bel paesaggio e qualche animale (ossia daini, la sera): tutte le strade della Danimarca sono così.
Alla fine del quinto giorno giungiamo ad Arhus, una delle quattro città più grandi della Danimarca: carina, ma più moderna che antica. Da visitarsi però il museo della città antica, un piccolo villaggio composto da case dell’ottocento, che riproducono in tutto e per tutto la vita di quel periodo, dando la sensazione di camminare davvero in quell’epoca. Il sesto abbiamo invece occasione di ammirare uno dei panorami migliori della nazione: giungiamo infatti sulla punta più estrema, a Skagen (antico villaggio di pescatori dove, sul porto, si può gustare pesce appena pescato), il luogo in cui il Mar Baltico e il Mare del Nord si incontrano. Dopo una lunga passeggiata sulla spiaggia, incuranti delle intemperie (leggasi: vento forte che quasi ti sposta), si arriva alla fine della terra, e si può notare perfettamente le onde opposte incontrarsi e gettarsi l’una nell’altra (mentre una fochetta nuota leggera incurante di noi turisti). Abbiamo anche il tempo di fermarci poco fuori Skagen per ammirare il deserto della Danimarca, una serie di dune sabbiose nel bel mezzo della pianura che sembrano teletrasportarti in pieno Sahara. Nel pomeriggio giungiamo ad Odense, ma poiché è sabato i negozio hanno già chiuso all’una e la città è deserta (perché, si sa, quando in Danimarca i negozi sono chiusi – e fanno orari da ricchi 10.00-18.00 – in giro non si vede più nemmeno un cane, nel vero senso della parola).
Il giorno successivo ci svegliamo presto per visitare i vari castelli che si trovano sotto Roskild e sopra Copenaghen, ma ne manchiamo uno perché, naturalmente, ci arriviamo troppo presto la mattina ed è ancora chiuso. Vi consiglio di non andare a vedere la residenza estiva della famiglia reale, però: non è bellissima e non si può entrare dentro. Gli altri, invece, valgono la pena, soprattutto il castello di Amleto da cui si può vedere la Svezia. A Roskild è d’obblido una fermata per vedere il museo delle navi vichinghe, con i ritrovamenti di queste ultime che sono particolari (è consentito anche entrare nei laboratori in cui si restaurano, un’esperienza niova per chi non è del mestiere).
E finalmente Copenaghen, cui dedichiamo tutto l’ottavo giorno, che rappresenta l’uscita dal mondo delle fiabe ed il ritorno alla “civiltà”: pur essendo bellissima è una capitale come tutte le altre, trafficata e piena di turisti. Si può visitare tranquillamente a piedi, attraversando lo Stroget, la grande via commerciale per giungere alla piazza principale, quella del comune, e da lì a tutte le altre belle cose da vedere: il palazzo reale, il quartiere Nihavn (il Porto Vecchio), i giardini con l’antica residenza estiva, la cattedrale ed il quartiere universitario. Consigliata molto la gita in battello (a Luglio ed Agosto fino al 27 c’è la guida in italiano che parte alle 17.45 dal Porto Vecchio), perché permette di vedere alcune cose da una prospettiva migliore, come il “Diamante Nero” (la biblioteca, detta così perché costruita tutta in vetro e granito); la sirenetta però si vede solo di schiena, perciò meglio raggiungerla a piedi sul davanti. Inoltre, la guida vi racconterà un sacco di cose interessanti sulla vita in Danimarca, come ad esempio il fatto che i danesi guadagnano molto ma danno via la metà in tasse (in compenso non pagano l’università né i libri scolastici), o che le navi fluviali costano molto meno delle auto, che difatti solo il 30% della popolazione possiede. Ecco spiegato perché abbiamo visto così tante Punto, quasi più che in Italia: costano poco, cosicché i danesi se le possono permettere. Una cosa strana: lì i bambini iniziano a lavorare a tredici anni e a venti sono già fuori di casa; da noi sarebbe perseguibile penalmente una cosa del genere. In compenso, la percentuale delle donne che lavorano è alta. Sconsigliata invece la visione del cambio della guarda a mezzogiorno, soprattutto per chi ha già visto quella inglese: è lentissima e non si capisce come funziona.
Il nono giorno lasciamo Copenaghen e raggiungiamo l’isola di Mon, rientrando nel regno delle fiabe: lì si trovano le Scogliere Bianche, le uniche zone “montuose” della Danimarca, ossia una serie di scogliere a picco sul mare tutte rigorosamente di gesso. Se si scende sulla spiaggia (è questione di un quarto d’ora neanche) si possono ammirare perfettamente, ma è consigliabile arrivarci la mattina perché il sole è in una buona posizione per illuminarle e farle risplendere. In compenso l’acqua fa schifo: è di un assurdo colore rosso e puzza di acciughe morte. Difatti è vietata la balneazione. Nelle strade dell’isola di Mon troviamo anche i famosi banchetti danesi, ossia delle bancarelle dove la gente vende i prodotti della propria casa che ha in eccesso, come frutta e verdura, a prezzi modici. Qual è la differenza da quelle che si trovano in Italia sulle strade? Che qui non c’è nessuno a controllare che paghi quando prendi la merce, c’è solo il bussolotto dove mettere i soldi. In Italia, si sarebbero già portati via pure il banchetto, invece i danesi sono geneticamente onesti e civili. Ma dato che sono tutti anche biondi e belli, pure loro sembrano finti come i loro paesi.
La sera rientriamo in Germania con il traghetto e dormiamo a Lubecca (senza visitarla) dove abbiamo l’occasione di gustare la carne tedesca che è senza dubbio una delle migliori al mondo. Il giorno successivo visitiamo Hannover, in maniera molto semplice e curiosa: a terra c’è una linea rossa da seguire che conduce il turista in giro per la città senza bisogno di cartina!
La mattina dell’undicesimo giorno siamo a Francoforte, che ho annoverato tra le città più belle della Germania (assieme a Monaco e Berlino): un perfetto mix di antico (con la borsa in stile romanico, la bellissima cattedrale e la piazza con le case a gratticio, ma anche le rovine di un accampamento romano in pieno centro storico) e moderno (grattacieli altissimi, in uno si può anche salire ad ammirare tutto dall’altro, ma costruiti con stile e buon gusto). Particolare anche il fatto che sia la sede della zecca europea. Lo stesso giorno visitiamo anche Badenbaden (in pratica il nostro Montecatini, solo più pulito e più “in”, anche se le Terme di Caracalla – dove i romani giocavano a palla – sono un po’ copiate) fino a giungere a Friburgo, un altro di quei paesini carinissimi con le casette antiche e le strade ciottolate, con la particolarità di avere dei piccoli cataletti che scorrono nelle viuzze. Nella piazza centrale riusciamo, finalmente, a gustarci uno dei buonissimi wurstel tedeschi che ti fanno capire perché la vita ha senso.
Il giorno successivo è tutto di viaggio, per tornare a Sarzana; purtroppo non siamo riusciti ad attraversare anche la Foresta Nera, ma per una sola vacanza mi pare più che sufficiente tutto quello che abbiamo visto!
 
In totale: 5145 km. E l’auto non ha fuso!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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